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Roma, fumata bianca per il registro delle unioni civili

ROMA Fumata bianca al Campidoglio: la tanto attesa approvazione per il registro delle unioni civili è stata sancita nella tarda mattinata odierna dal consiglio comunale capitolino, con legittima soddisfazione delle associazioni LGBTIQ che hanno organizzato fuori l’aula consiliare un presidio pacifico a favore dei diritti, esponendo cartelli raffiguranti dei cuori con al centro il simbolo uguale, a simboleggiare che tutti gli amori sono diversi ma con uguali diritti. Obiettivo, dunque, centrato dalla giunta del sindaco Ignazio Marino che ieri aveva dovuto fare i conti con un acceso gruppo di contestatori di centrodestra che era riuscito nell’intento di ostacolare la discussione in aula Giulio Cesare, costringendo lo slittamento della votazione. A distanza di dodici ore si è arrivati alla prima approvazione di quello che segnerà, con il registro delle unioni civili nella Capitale, uno storico passo avanti nella piena eguaglianza dei diritti. Con 32 voti favorevoli, 10 contrari e 1 astenuto, l’Assemblea capitolina ha approvato la proposta di delibera 96/2013 che prevede il “riconoscimento delle unioni civili, l’istituzione di un registro delle unioni civili e l’approvazione del regolamento”.Hanno votato contro Ncd, Fi e Fdi, si è astenuta la Lista Marchini Dopo le polemiche dei mesi scorsi tra Campidoglio e prefettura, tra gli emendamenti approvati c’è anche uno che consentirà di inserire automaticamente i matrimoni gay contratti all’estero nel registro delle unioni civili di Roma. Un altro emendamento, di cui è firmatario il radicale Riccardo Magi (Lista Marino), consente a chi si iscrive al registro di essere equiparato al parente prossimo della persona con cui si è iscritto ai fini dell’assistenza. Oltre al sindaco Ignazio Marino, presenti in aula anche il governatore della Puglia, Nichi Vendola, e l’ex parlamentare Vladimir Luxuria. Ricordiamo che la prima firmataria di questa proposta di delibera è la Consigliera SEL Imma Battaglia, sostenutadal Movimento 5 Stelle.

Una giornata di grande civiltà: l’approvazione di questa delibera – afferma il presidente nazionale Mario Marco Canale di ANDDOS – sarà fondamentale nel successivo percorso di approvazione dell’attuale legge in discussione in Senato e di ulteriori provvedimenti per la piena equiparazione dei diritti, ma anche nel percorso di accettazione di moltissime persone LGBTI, tra cui diversi soci ANDDOS, che potranno sicuramente trarre coraggio dall’approvazione di questo atto istituzionale. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea all’articolo 1 recita: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”. E all’articolo 21 ribadisce: “E’ vietata qualsiasi forma di discriminazione”. E’ compito delle istituzioni garantire alle persone i diritti civili e sociali senza discriminazioni di sorta, anche nei confronti di coloro che affidano i propri progetti di vita a forme di convivenza, come le unioni civili o unioni di fatto, diverse dalla famiglia. Ci teniamo ancora una volta a sottolineare che noi, proprio come figli di coppie eterosessuali, non siamo affatto in contrapposizione con le famiglie naturali né andiamo a togliere loro i diritti: l’approvazione di emendamenti per le coppie omosessuali non intende modificare o alterare il riconoscimento e l’importanza della famiglia tradizionale. Le persone che si amano non possono essere separate da un certificato: i diritti della persona, i diritti civili, senza discriminazioni, sono fondamentali per la crescita culturale e sociale di un Paese”.

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