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Francia: il governo del premier Michel Barnier vacilla sotto le pressioni di Mélenchon e Le Pen sull’affaire Pensioni

PARIGI - Jean Luc Melénchon ha presentato, a nome della coalizione di sinistra del Nuovo fronte popolare, una mozione di sfiducia nei confronti del governo guidato dal premier Michel Barnier. Anche Marine Le Pen, con Rassemblement National, conferma che voterà insieme alla sinistra per far cadere il governo contestando a Barnier di aver rifiutato la sua richiesta di rinuncia alla deindicizzazione parziale delle pensioni. Le votazioni da parte dell'Assemblea Nazionale a partire da mercoledì.
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Francia: il governo del premier Michel Barnier vacilla sotto le pressioni di Mélenchon e Le Pen sull’affaire Pensioni

PARIGI - Jean Luc Melénchon ha presentato, a nome della coalizione di sinistra del Nuovo fronte popolare, una mozione di sfiducia nei confronti del governo guidato dal premier Michel Barnier. Anche Marine Le Pen, con Rassemblement National, conferma che voterà insieme alla sinistra per far cadere il governo contestando a Barnier di aver rifiutato la sua richiesta di rinuncia alla deindicizzazione parziale delle pensioni. Le votazioni da parte dell'Assemblea Nazionale a partire da mercoledì.
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La Francia vira a sinistra con NFP di Mélenchon (182 seggi) ma senza maggioranza piena

PARIGI - I dati definitivi del secondo turno delle elezioni in Francia confermano la vittoria della sinistra con il Nuovo Fronte Popolare a cui andranno 182 seggi, mentre saranno 168 per il partito del presidente Emmanuel Macron, Ensemble, e 143 a Rassemblement National, la destra di Marine Le Pen. Dunque nessuno dei tre partiti ha la maggioranza assoluta ed i veti pre-elettorali di coalizioni tra i tre renderà difficile creare una governance stabile. Il Nuovo fronte popolare, l'alleanza di sinistra che si formata per contra- stare l'avanzata del Rassemlement Na- tional al secondo turno delle elezioni legislative francesi, ha conquistato…
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Elezioni presidenziali Francia: il testa a testa Macron-Le Pen e la paura dell’astensionismo

PARIGI - Si chiude oggi la campagna per il primo turno delle elezioni presidenziali. Una campagna lunga come per i 366 giorni di Marine Le Pen -, breve per Emmanuel Macron che di fatto ha potuto usufruire solo di 37 giorni. Il quinquennio del presidente uscente è stato interrotto da eventi significativi e strutturanti ("giubbotti gialli", confinamenti, assassinio islamista di Samuel Paty, ecc.) e una permanente ricomposizione politica (alti e bassi del nascente macronismo, successo degli ambientalisti alle elezioni locali, resistenza da destra nelle sue roccaforti locali…), si conclude con una forma di pigro dibattito pubblico. Né effervescenza né entusiasmo…
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