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Docenti no-vax: la rabbia dei presidi. Giannelli (Anp): “Stipendi pagati senza lavorare.Un capolavoro”

ROMA - Dai presidi la critica al decreto che consente ai docenti non vaccinati di tornare a scuola, in mansioni che non prevedano contatto con gli alunni. Il presidente di Anp,Giannelli,osserva che"è molto difficile a scuola"non entrare in contatto con i ragazzi,anche "impiegati di segreteria e bidelli entrano a contatto"con gli alunni.Praticamente "gli si paga lo stipendio per non lavorare,dando mansioni inesistenti",dice. "Il messaggio che passa è che chi non vuole rispettare le regole alla fine l'ha vinta", "un bel capolavoro".
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Scuola: braccio di ferro tra Ministro Bianchi e Presidi per il rientro in classe in presenza

ROMA - "Nessun ripensamento sul ritorno a scuola in presenza". Lo ribadisce il ministro dell'Istruzione Bianchi a margine delle celebrazioni per il Tricolore. Dopo l'appello di 1.500 presidi per posticipare di 2 settimane il rientro in aula (restando in Dad), Bianchi dice: "Siamo molto attenti a voci che arrivano dal Paese,ma anche alle tante che dicono che la scuola resti in presenza" I presidi chiedevano la Dad per consentire la vaccinazione di più alunni, se non di tutti. Nella protesta dei presidi c'è una velata richiesta di obbligo di vaccinazione per gli alunni per garantire una sicurezza maggiore nella ripresa…
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Scuole, i presidi (Anp): “Serve l’obbligo del vaccino per il personale scolastico”

ROMA - "Bisogna andare oltre le ipotesi sul Green Pass a scuola. Per riaprire gli Istituti in presenza e in totale sicurezza serve l'obbligo del vaccino per il personale scolastico". E' quanto chiede l'Anp, l'Associazione nazionale presidi, che domani andrà al ministero. "La prossima settimana vedremo il ministro Bianchi e riferiremo anche a lui le nostre posizioni sul vaccino ai Prof". "In questo modo non bisognerebbe applicare il distanziamento che necessita invece della disponibilità di spazi", precisano i presidi delle scuole.
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La domenica prima della scuola. Inizia l’anno scolastico dell’era Covid

ROMA - L’Associazione dei Presidi avrebbe preferito spostare almeno di 15 giorni l’apertura della scuole prevista per domani 14 settembre almeno per due motivi: la sistemazione delle aule ancora in molti casi in forte ritardo anche per il mancato arrivo dei banchi; ma anche perché sarebbe stato preferibile superare la data del referendum per evitare lo start & stop del voto referendario che costringe, a distanza di pochi giorni dal suono della campanella a risanificare tutti gli impianti scolastici.Il premier Giuseppe Conte e la Ministra Azzolina da settimane avevano annunciato l’apertura regolare della scuola e non hanno sentito ragioni anche…
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La domenica prima della scuola. Inizia l’anno scolastico dell’era Covid

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