MATERA – Un’umanità incapace di umanità, dove odio, intolleranza e accanimento disegnano il quadro della contemporaneità e dei fanatismi, compreso l’integralismo alimentare, del terzo millennio. E’ questo il tema dello spettacolo Lo splendore dei supplizi portato in scena in Basilicata, dalla compagnia Fibre Parallele e dal Festival delle Colline torinesi, nell’ambito della sessione Teatro per il sociale del progetto teatrale del Consorzio Teatri Uniti di Basilicata. Lo splendore dei supplizi, in scena allo Stabile di Potenza giovedì 4 dicembre 2014 sipario ore 21, aprirà la stagione teatrale a Matera venerdì 5 dicembre – sipario ore 21 – al teatro Comunale. Il duo barese composto da Licia Lanera e Riccardo Spagnulo – autori, registi e interpreti della compagnia Fibre Paralle – ai quali si affianca in scena Mino Decataldo, raccontano vizi e castighi della società contemporanea in uno spettacolo modulare, composto da quattro segmenti autonomi. Quattro castighi esemplari su quattro figure tipo del presente che viviamo: La coppia, Il giocatore, La badante e Il vegano. La città di riferimento è Bari, ma potrebbe essere una qualunque città d’Italia. Il titolo dello spettacolo è tratto dal titolo del secondo capitolo del saggio Sorvegliare e punire di Michel Foucault in cui si parla di come le esecuzioni e le torture pubbliche, per ragioni legate alla sicurezza pubblica ma anche in seguito ad un mutamento del concetto di Stato, siano scomparsi dalle pubbliche piazze per avvenire secondo modalità diverse in luoghi chiusi sicuri, nelle carceri, al riparo da ogni contatto con il popolo. Fibre Parallele mette in scena quattro interni comuni: un salotto, una stanza da letto, una sala e un sottoscala. Interni domestici che assumono il riverbero gli echi delle celle, in cui le figure che animano gli episodi, una coppia in crisi, un giocatore patologico di videopoker, una badante straniera alle prese con un vecchio razzista, un vegano integralista vessato da due operai disoccupati, scontano colpe di ipocrisia, menzogna, opportunismo ed egoismo. Licia Lanera e Riccardo Spagnulo, con ironia e un pizzico di cinismo e sorretti da un’ottima sceneggiatura, confermano con Lo splendore dei supplizi la vitalità del teatro italiano di impegno civile.
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