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Territorio, siglato patto triennale tra Legambiente e associazioni venatorie

ROMA – Coraggioso ma anche innovativo e “laico” il modo di affrontare la gestione dell’ambiente che emerge dall’accordo, triennale, siglato in queste ora da Legambiente e tre delle realtà più importanti dell’associazionismo venatorio (Federcaccia, Arci Caccia e Annu MIgratoristi). Il patto prevede la condivisione di alcuni punti cardine, sui quali si lavorerà in modo coordinato e congiunto: protezione di specie a rischio di estinzione, conservazione del suolo, racconto di conoscenze e relazioni positive tra storie umane e natura e raccolta e condivisione di dati faunistici al servizio di tutto il Paese. 
“È una riforma strutturale, – si legge nella nota stampa ufficiale – in cui strumenti, mission e l’interpretazione delle politiche di cooperazione per il contrasto delle illegalità a danno della natura e degli animali selvatici, subiscono un radicale cambiamento d’approccio. La cooperazione non è più semplicemente un progetto di sviluppo sostenibile, ma un preciso impegno operativo verso un orizzonte ampio che chiama ad una partecipazione attiva e alla corresponsabilizzazione soggetti che spesso si sono trovati su posizioni diverse: Legambiente, FIdC, Arci Caccia, ANUUMigratoristi e società civile”.
Il metodo, innovativo per l’Italia ma già sperimentato in altri parti d’Europa e del mondo, è aperto ovviamente ad altri portatori di interessi che vorranno sottoscrivere gli stessi impegni e intende mettere “a fattor comune le esperienze e le professionalità delle diverse associazioni – recita ancora la nota firmata da Legambiente, Federcaccia, Arci Caccia e Anuu Migratoristi – lavorando tutte, assieme alle Istituzioni e alle componenti sociali, per raccogliere la sfida di una nuova cultura ambientale: rimettere al centro dell’azione e dell’informazione le principali minacce alla biodiversità e agli ecosistemi italiani che forniscono beni e servizi essenziali sia dal punto di vista ecologico sia per il sostentamento delle popolazioni locali”.
Un impegno ritenuto ormai non rinviabile, e le recenti alluvioni che hanno sconvolto l’intero Paese sono solo una testimonianza di quanto c’è da fare sul territorio, facendo convergere gli sforzi vero obiettivi generali comuni.
Immediate le reazioni alla notizia dell’accordo, in particolare dai sostenitori dell’attività venatoria che si sentono a buon diritto finalmente riconosciuti di un’importanza positiva e concreta nella gestione dell’ambiente.
“Si può davvero parlare di un nuovo modo di fare politica ambientale, – ha commentato Giovanni Ghini, presidente del Comitato Nazionale Caccia e Natura – matura e finalmente in grado di affrontare le reali necessità del nostro territorio ma anche di metterne a frutto le potenzialità, come la valorizzazione del patrimonio faunistico nazionale. Commentiamo con soddisfazione l’iniziativa – ha detto ancora Ghini – anche perché possiamo dirci tra i primi a credere ad un modo nuovo di gestire fauna e ambiente.  Auguri di buon lavoro dunque a tutte le associazioni firmatarie del patto per il coraggio di una scelta che qualcuno criticherà ma che risulta essere la più corretta e più innovativa per il futuro”.

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