Categories: Agricoltura

Vinitaly, presentata a Roma l’edizione numero 49 con un focus sul B2B

ROMA – Vinitaly torna dal 22 al 25 marzo a Verona e si propone sempre di più come appuntamento business, scegliendo la strada auspicata da molti operatori, puntando su internazionalizzazione e cultura del vino. Questa la linea espressa dal presidente e dal direttore di Veronafiere, Ettore Riello e Giovanni Mantovani, alla presentazione dell’evento tenutasi giovedì 26 febbraio a Roma con la partecipazione del Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina. 
Una scelta chiarita direttamente da Riello: “Siamo consapevoli del ruolo che ci è stato riconosciuto dalle aziende e dalle istituzioni di piattaforma di servizi per l’internazionalizzazione delle imprese”. Rilanciato da Mantovani: “Coerenti con l’identità b2b del Salone, Vinitaly 2015 sarà punto di arrivo di un’intensa attività di incoming, che abbiamo realizzato e potenziato con l’importante supporto del MISE, dell’Italian Trade Agency – ICE e anche grazie al MIPAAF. L’unione delle forze ci ha permesso di coinvolgere buyer e delegazioni di operatori selezionati da tutto il mondo, con un incremento dell’investimento finanziario del 34% rispetto allo scorso anno”.
Parole gradite alle imprese vinicole, alle soglie di una ripresa ancora incerta sebbene tutti siano convinti, più o meno, che è proprio l’agroalimentare il settore che ha maggiori chance di crescite importanti. Come evidenziato da uno studio di Vinitaly su 30 realtà enologiche tra le più importanti in Italia, che ha rilevato un approccio positivo al futuro da parte delle aziende. Un panel non rappresentativo dal punto di vista scientifico ma significativo per il volume d’affari espresso, complessivamente circa 2 miliardi, dal quale è emerso che nel 2014 si è registrata una crescita del fatturato delle cantine italiane pari al 5% rispetto al 2013 e, dato importante, il 55% di queste esprime fiducia per il 2015; il 35% in questi primi due mesi ha già avuto riscontri positivi e il 5% prevede un anno molto positivo.
Dai numeri della fiera emerge invece un quadro meno roseo, quando si parla di “consolidamento” infatti viene sempre da pensare che in fondo c’è un arretramento o comunque una mancata crescita. Oltre quota 4.000 gli espositori per una superficie occupata superiore ai 91.000 metri quadrati, che diventano 100.000 con Sol&Agrifood ed Enolitech, i saloni dell’agroalimentare di qualità (con la parte dedicata all’olio extravergine di oliva realizzata in collaborazione con Unaprol) e dei mezzi tecnici per la filiera del vino e dell’olio che si svolgono in contemporanea. A grandi linee come lo scorso anno, in effetti non si può sempre aumentare.
La novità importante riguarda però l’ormai piena attività della Vinitaly International Academy (VIA) che ha preso vita lo scorso anno, la prima a partire tra tutte le iniziative previste con il Corso di certificazione per specialisti del vino italiano dal 16 al 20 marzo. Il progetto educativo di Vinitaly International, con la direzione scientifica di Ian D’Agata, rilascerà dopo l’esame finale due livelli di certificazione: Italian Wine Ambassador (IWA) e Italian Wine Expert (IWE). Cinquanta i candidati, in rappresentanza di alte professionalità del settore provenienti da Cina, Stati Uniti, Australia, Austria, Brasile, Canada, Corea, Francia, Germania, Hong Kong, Olanda, Regno Unito, Russia, Singapore e Ucraina. Qualcosa di realmente importante per la nostra presenza all’estero, sempre meno utile quando si divide e parcellizza in piccole iniziative e invece più interessante e produttiva se genera e diffonde cultura e conoscenza del nostro panorama enologico.
Confermata poi la serata Opera Wine insieme a Wine Spectator, ci saranno delle Master Class+ della VIA e un’importante convegno, in collaborazione con Ismea, sui vini artigianali. A Verona sarà presentato ovviamente anche “Vino – A taste of Italy”, il padiglione del vino all’interno del Padiglione Italia dell’Esposizione Universale di Milano. Il progetto vede protagonista proprio Veronafiere-Vinitaly su incarico del Ministero delle politiche agricole.
“Oggi possiamo presentare insieme un appuntamento fondamentale per il sistema italiano, – ha ribadito il numero uno del Mipaaf – perché Vinitaly rappresenta nel mondo tutta l’esperienza vitivinicola nazionale. A Verona sarà l’occasione per fare insieme il punto delle cose fatte dal Governo per la semplificazione burocratica e l’internazionalizzazione delle nostre aziende e per lanciare i nuovi obiettivi oltre l’Expo 2015, tra questi il Testo Unico sul vino, per la riorganizzazione e il riordino del comparto”.

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