ROMA – Che ci sia stato un corto circuito nelle misure del blocco agli impianti di sci è più che evidente. La notizia agli operatori, arrivata dal Cts e poi dal ministero della Salute a poche ore dall’apertura delle stazioni sciistiche ha creato la prima grande grana per il governo Draghi e la prima contrapposizione tra le diverse anime dell”esecutivo. Sotto accusa è il consulente del ministro, Speranza, Walter Ricciardi che non sta vivendo un periodo felice. Su di lui non sono si sono riversate le proteste degli operatori della montagna ma anche quelle del governo svizzero che non ha apprezzato le dichiarazioni del consulente sanitario che ha affermato che la variante inglese del Covid si è diffusa entrando dalla Svizzera durante le vacanze di Natale. In realtà mentre Italia, Austria e Germania erano in lockdown, la Svizzera aveva aperto la possibilità di andare a sciare. Le cronache avevano anche riportato che un gruppo di turisti inglesi era andato via nella notte dagli hotel elvetici per evitare la quarantena.
Al contrasto con la Svizzera ora si è aggiunta anche la questione “montagna” tanto che Ricciardi ha dovuto dire di essere pronto a dimettersi. Ma la questione ora deve trovare un meccanismo diverso per proteggere gli interessi economici del settore turistico, fermo restando i ristori annunciati dal Ministeo del Turismo Garavaglia.
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