ROMA – Per il caso dell’omicidio Yara Gambirasio, la 13enne uccisa nel 2020 a Brembate di Sopra (BG), la Cassazione ha giudicato inammissibile l’istanza dei legali di Massimo Bossetti,condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara. La difesa chiedeva di analizzare i reperti dell’indagine che portò all’arresto di Bossetti. La Cassazione ha confermato quanto già stabilito: i reperti sono visionabili ma non analizzabili. A Bossetti si risale indirettamente dal test del Dna nucleare.
Sul caso è stato appena pubblicato il libro “Yara. Autopsia di un’indagine” (Mursia, pagg. 204, Euro 17,00) della criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone e della giornalista Laura Marinaro, che da sempre sostengono la colpevolezza del muratore di Mapello. Le autrici ripercorrono le tappe del processo che ha rivoluzionato l’utilizzo del DNA nelle indagini per omicidio inchiodando definitivamente Massimo Giuseppe Bossetti ma la richiesta rigettata dei difensori di Bossetti andava proprio nella direzione di riverificare le prove con nuovi sistemi di analisi.
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