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Doppia data londinese per Luca Sapio

(PRIMAPRESS) - MILANO - Dopo il successo ottenuto in Austria, Svizzera e Germania (tutti i concerti sold out), culminato con l'esibizione come guest star all’Harald Schmidt Show – lo storico show televisivo del sabato sera tedesco - Luca Sapio, uno dei migliori vocalist bianchi sulla scena soul contemporanea, presenterà live i brani del suo album d’esordio “Who Knows” insieme alla organ groovy machine Capiozzo & Mecco in due storici club londinesi (il 5 settembre all’Upper West e il 7 al The Islington).
“How Did We Lose It”, primo singolo estratto dall’album, diventa il singolo della settimana su I-Tunes con più di 10.000 download, entrando a far parte della playlist del popolare show americano David Letterman Show, disponibile (qui). “What Lord Has Done”, secondo singolo, suonatissimo dalle radio europee, è stato accompagnato da un EP live digitale registrato presso l’Auditorium della Radio Televisione Svizzera a Lugano ed è (qui) visibile.
L’album “Who Knows” (Aliante Dischi), prodotto dal guru della soul music Thomas “TNT” Brenneck (produttore, autore e musicista per Amy Whinehouse, Charles Bradley, Cee-Lo Green ed Erykah Badu tra gli altri) è stato registrato presso i Dunham Studios di Williamsburgh, a Brooklyn, con la partecipazione straordinaria di alcuni membri dei Dap-Kings, della Budos Band e della Menahan Street Band (tutte eccellenze della nuova scena soul di Brooklyn). “Who Knows” è distribuito dalla prestigiosa etichetta Rough Trade e, dalla sua pubblicazione, ha ottenuto due importanti riconoscimenti: il premio SIAE come “Miglior Disco Indipendente dell’Anno” e il premio PIMI – Medimex come “Disco dell’Anno”.«Non si può cantare soul senza aver vissuto il blues.» racconta Luca Sapio citando Memphis Slim, e di blues ne ha vissuto parecchio: ha trascorso gran parte della vita lavorando, cantando e viaggiando attraverso gli Stati Uniti, collaborando con artisti di fama internazionale come Eumir Deodato, Tony Scott, David Bianco e Juliette Lewis e aprendo i concerti di Paul Weller e Sharon Jones. - (PRIMAPRESS)